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Dott. Giuseppe Marino - specialista in ricorsi tributari - www.studiomarino.com orari d'ufficio 9.30-12.30 e 15.30-18.30
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Questa sezione e' dedicata ai temi di attualità, scritta da un commercialista, da un addetto ai lavori, senza le bugie raccontate con intenzione o per incompetenza da parte dei giornali e dai politici. Se tutti i professionisti facessero questo renderebbero piu' chiare le problematiche e le soluzioni, perche' parliamoci chiaro i ministri non ne hanno le competenze. Sono rare le volte con un ministro dell'economia sia un commercialista, un Ministro della Giustizia sia un giudice o un avvocato o un Ministro della Sanità sia un medico. Solo chi vive le situazioni puo' evidenziarne i problemi e le possibili soluzioni, ma purtroppo non e' cosi'. Ora c'e' la rete, grazie alla quale tutti noi possiamo toccare con mano i problemi veri, senza manipolazioni, senza essere asserviti ad alcun potere politico, senza pensare alle notizie da pubblicare in base alla logica delle vendite dei quotidiani. Spero che qualche politico di buona volontà ne prenda visione e si adoperi per sconfiggere le profonde ingiustizie che assillano il sistema tributario Italiano, che fa acqua da tutte le parti.
Tutti i colleghi commercialisti e avvocati e anche i cittadini non tecnici che desiderano porre all'attenzione problemi e soluzioni possono inviare un email con oggetto "problemi fiscali"
I Mali della Giustizia Tributaria
I Gradi di Giudizio
Con la riforma del 1992 voluta dai nostri ben amati politici, il sistema della giustizia tributaria e' profondamente cambiato, vengono ridotti da 3 a 2 i gradi di giudizio, prima esistevano, La Commissione di I° grado, La Commissione di II° grado e la Commissione Centrale, a seguito della riforma quindi il cittadino che non riesce a vedere riconosciute le proprie ragioni e' costretto a fermarsi e andare in Cassazione, ma sapete quanto costa una Causa in Cassazione?
Il solve et repete, prima paghi poi parliamo
Un'altra novità della suddetta riforma interesso' la riscossione, dal 1992 ad oggi chi fa ricorso deve chiedere la sospensione, vige pertanto il principio del "prima paghi e poi parliamo", un principio democratico senza dubbio, per poter essere esonerato dal pagamento bisogna quindi dimostrare non solo un giusto diritto, quindi di aver ragione, ma anche la minaccia di un grave danno irreparabile per le finanze personali. Il problema principale e' che per importi non superiori a 5000,00 circa diventa veramente difficile avere la sospensione, per cui bisogna pagare!! dopo aver pagato se si vince la causa bisogna chiedere il rimborso, che ovviamente non viene accordato e quindi bisogna fare un'altra causa per riaverli.
Il Problema dell'incompetenza del Giudice Tributario al risarcimento danni
Una certa attenzione dovrebbe essere posta sugli abusi della riscossione, fermi amministrativi, ipoteche, che la gente comune subisce senza nemmeno una comunicazione, chi li paga i danni? per poter farsi riconoscere il risarcimento bisogna fare una doppia causa una tributaria e una civile, per cui i concessionari restano impuniti perche' i costi sono esagerati.
Le Nomine dei Giudici Tributari, dove non prevale la meritocrazia, ma l'appartenenza politica
Le nomine dei giudici vengono effettuate a tempo determinato, a ex avvocati, ex commercialisti etc..., per cui i giudici sono spesso influenzati dalla politica, che spesso e volentieri richiede di salvare le casse e sanare i propri errori.
La Remissione in Termini, per essere riammessi quando condizioni di incertezza o di forza maggiore non consentono la difesa nei termini per proporre ricorso
La remissione in termini, l'istituto che e' previsto sia in diritto processuale civile sia in quello amministrativo, non viene riconosciuto nella giustizia tributaria, per cui in sostanza se la data della notifica e' illeggibile difficilmente sarete rimessi nei termini se il ricorso e' tardivo.
Problema della Competenza sui fermi amministrativi e ipoteche, che non riguardano prettamente i tributi
Le recenti disposizioni tributarie che hanno attribuito alle Commissioni Tributarie la competenza per fermi amministrativi e ipoteche, scritte in modo poco chiaro, hanno generato non pochi problemi applicativi, per cui se si tratta di tasse bisogna adire la giustizia tributaria, se si tratta di multe o di contributi previdenziali il giudice ordinario, con una lievitazione di costi er i contribuenti insostenibile.
Ritengo infatti che non la normativa, ma i difensori del dibattimento, debbano chiedere l'illegittimità costituzionale ai sensi degli artt. 3 e 111, ( sorvolando il 3 che è emblematico ed arcinoto come principio di base ) poichè il secondo comma stabilisce che il processo deve svolgersi tra le parti in condizioni di parità, davanti ad un Giudice terzo ed imparziale.
(ringrazio il Collega Dott. Romeo Romei, di Cisterna di Latina per la preziosissima considerazione sul tema dell'incostituzionalità della dipendenza al Ministero dell'economia.)
Le soluzioni:
1. Nomine dei Giudici per concorso con obbligo di assunzione a tempo indeterminato e aggiornamenti periodici, come vengono imposti a noi professionisti.
2. Ripristino dei tre gradi di Giudizio, Commissione Provinciale, Commissione Regionale e Commissione Centrale Tributaria.
3. Abolire il periculum in mora (grave danno irreparabile) , per cui per ottenere la sospensione basta dimostrare di aver un giusto diritto e dimostrare che non e' un ricorso perditempo.
4. Riconoscere esplicitamente per legge la remissione in termini anche nel processo Tributario.
5. Estendere per legge a tutti gli atti impositivi l'avviso bonario e consentirne l'impugnazione in modo tale da bloccare le esecuzioni come l'ipoteca e il fermo amministrativo.
6. Attribuire maggiori poteri ai giudici tributari riconoscendogli anche la possibilità di liquidare i danni e non solo le spese.
7. Riconoscere l'esenzione da bolli e spese gli atti con importi piccoli, spesso per cartelle illegittime di 50-60€ si paga perche' costa di piu' fare ricorso.
8. Chiarire definitivamente visti i pareri contrastanti se e' consentito di deliberare su fermi amministrativi e ipoteche alle commissioni tributarie anche se si tratta di multe e contributi limitatamente alla legittimità della procedura senza entrare nel merito, in quest'ultimo caso si dovrà adire il giudice ordinario.
9. Le commissioni tributarie dovrebbero dipendere dal Ministero della Giustizia, mentre oggi dipendono dal Ministero dell'economia e delle finanze, un palese conflitto d'interessi, perche' il giudice dovrebbe deliberare contro il proprio capo, il ministro dell'economia.
10. Dare la possibilità di eccepire la nullità assoluta e l'inesistenza oltre i termini di legge
(Tutti i colleghi che ritengono aggiungere qualcosa sono i benvenuti)