
Domanda:
Ho ricevuto una cartella esattoriale. Cosa devo fare?
Risposta:
La prima cosa da fare è rivolgersi immediatamente a un avvocato tributarista per verificare la legittimità dell’atto ricevuto e individuare i termini corretti per un’eventuale impugnazione.
Molti contribuenti ritengono erroneamente che il termine per presentare ricorso sia sempre di 60 giorni. In realtà, i termini variano in base alla natura del credito richiesto:
- Tributi e imposte: 60 giorni;
- Sanzioni amministrative e multe stradali: 30 giorni;
- Contributi previdenziali e assistenziali: 40 giorni.
Per tale ragione è fortemente consigliato recarsi da un professionista entro 7 giorni dal ricevimento dell’atto, così da consentire un’adeguata analisi della documentazione e predisporre tempestivamente le opportune difese.
Occorre inoltre prestare particolare attenzione alle intimazioni di pagamento. Qualora si intenda eccepire in giudizio la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta, il termine per proporre ricorso può essere di soli 20 giorni.
Lo stesso termine di 20 giorni trova applicazione anche in caso di pignoramento, salvo che si tratti di procedure aventi natura tributaria, per le quali occorre valutare la disciplina specifica applicabile.
Attenzione: la mancata impugnazione di una cartella esattoriale può avere conseguenze molto gravi. Decorso inutilmente il termine per proporre ricorso, l’atto diventa normalmente definitivo e non potrà più essere contestato per numerosi vizi che avrebbero potuto determinarne l’annullamento.
È quindi estremamente pericoloso sottovalutare l’atto ricevuto o rinviare la verifica della propria posizione.
Particolare cautela deve essere adottata anche quando si presenta un’istanza di autotutela all’ente creditore o all’Agente della riscossione. Molti contribuenti ritengono erroneamente che la richiesta di autotutela sospenda i termini per fare ricorso. Nella maggior parte dei casi non è così.
Pertanto, salvo i casi espressamente previsti dalla legge, non bisogna fare affidamento esclusivamente sull’autotutela. Se non interviene tempestivamente un provvedimento di annullamento dell’atto, è necessario valutare e proporre il ricorso entro i termini di legge, per evitare che la pretesa diventi definitiva.
Per evitare la decadenza dai termini di difesa e la perdita di importanti possibilità di contestazione, è fondamentale richiedere assistenza legale specializzata non appena si riceve qualsiasi atto della riscossione.
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Milano, 03/06/2026
Avv. Giuseppe Marino

