La Corte Costituzionale riconosce il ne bis in idem europeo

Finalmente il riconoscimento del ne bis in idem europeo, il cittadino non può essere sottoposto a procedimento  penale e sanzione amministrativa. Corte costituzionale sentenza n. 149/2022.

La Pubblica amministrazione deve scegliere.

Il Ne bis in idem Europeo (art.184 e ss TUE), ossia il divieto di doppia sanzione tributaria e penale, sancito dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea Grande Stevens contro Italia – ric. 18640/10, 18647/10, 18663/10, 18668/10 e 18698/10 – depositata il 04/03/2014

Il contribuente Italiano non può essere soggetto a procedimento penale e sanzione amministrativa, la sanzione amministrativa tributaria, per il suo elevato grado di afflittività è considerata penalmente rilevante.

Non può essere iniziato o proseguito (se in fase di udienza preliminare o dibattimentale) un processo penale a carico di un cittadino (contribuente)  che sia già stato sanzionato in via amministrativa per la stessa violazione.

 Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 149/2022, udienza del 10/05/2022, accogliendo, la  questione sollevata dal Tribunale di Verona sull’art. 649 del codice di procedura penale, per  contrasto con il principio del ne bis in idem così come riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

La sentenza in esame  esamina l’istituto giuridico del ne bis in idem, fondamento di uno stato di diritto, e affronta la compatibilità dell’art. 649 c.p.p. con tale istituto, che nella fattispecie riguarda il  diritto d’autore disciplinato dalla legge n. 633/1941 (Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio), lo stesso principio deve essere applicato  anche rispetto alle altre branche del diritto, si pensi ad esempio alla materia tributaria con il dlgs 74/2000 e il dlgs 472/1997.

Napoli,li 27/07/2022

Avv. Giuseppe Marino

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