Le pregiudiziali di Rito e Preliminari di Merito tra devoluzione e appello incidentale, nel processo tributario

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Le pregiudiziali di Rito e Preliminari di Merito tra devoluzione e appello incidentale, nel processo tributario

Eccezioni non accolte o assorbite, tra devoluzione e appello incidentale

Convegno camera dei tributaristi della Lombardia del 23/09/2025

Conoscere la differenza tra pregiudiziali di Rito e Preliminari di Merito è fondamentale, in quanto individuando l’eccezione e inquadrandola nell’una o nell’altra categoria, ci si rende conto che le eccezioni assorbenti o non affrontate dal giudice rientranti nelle Preliminari di Merito possono essere oggetto di devoluzione, mentre le eccezioni rientranti nelle pregiudiziali di Rito assorbenti o non affrontate dal giudice s’intendono rigettate e devono essere oggetto di appello incidentale.

Per pregiudiziali di rito, si intendono le condizioni di ammissibilità del ricorso, ossia la tempestività del ricorso entro 60 gg dalla notifica dell’atto, l’appello proposto entro i 6 mesi, la competenza, la giurisdizione, l’integrità del contraddittorio, lo ius postulandi.

Per preliminari di merito, s’intendono  la decadenza, la prescrizione, il difetto di notifica.

Il Giudice ai sensi dell’art. 276 del c.p.c. deve procedere prima all’esame delle pregiudiziali di rito e poi all’esame delle preliminari di merito. L’art. 56 del Dlgs 546/92 stabilisce che le questioni non accolte nella sentenza della CGT di I grado che non sono riproposte s’intendono rinunciate e quindi sussiste l’obbligo di devoluzione.

Attraverso l’analisi della giurisprudenza (Pregiudiziali di rito, preliminari di merito, il principio della ragione più liquida Cass. SSU.U sentenza n. 2642/2014, le questioni assorbite e ritenute infondate tra devoluzione e appello incidentale Cass. SSU.U sentenza n. 11799/2017) il difensore deve sapere che se subisce un appello pur avendo avuto ragione per la ragione più liquida, per le questioni rientranti nelle pregiudiziali di rito, non affrontate dal giudice sussiste l’obbligo dell’appello incidentale, non essendo sufficiente la mera devoluzione.

Un esempio chiarisce meglio il concetto, vinco un ricorso contro una intimazione di pagamento per omessa notifica degli atti presupposti, il giudice tributario mi accoglie il ricorso senza pronunciarsi sul difetto di giurisdizione, perché  non si accorge che ci sono vari avvisi di addebito per contributi previdenziali, che non sono oggetto della giurisdizione tributaria, compensa le spese. Faccio appello per le spese di lite, se la controparte non fa appello incidentale nei termini, sulla questione della giurisdizione, che costituisce preliminare di rito, su cui il giudice non si è espresso, si forma il giudicato interno.

La differenza tra giudicato interno ed esterno, si concretizza nel fatto che se una determinata questione diventa inoppugnabile nello stesso processo si configura il giudicato interno, se invece quella stessa questione definitiva viene eccepita in un altro processo si configura il giudicato esterno.

Napoli,li 23/09/2025

Avv. Giuseppe Marino

 

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