• Accertamento anticipato prima dei 60 giorni dal pvc nullo senza motivazione effettiva
    Accertamento ante tempus, emesso prima di 60 giorni nullo senza effettive ragioni d’urgenza L’accertamento emesso prima di 60 gg dal pvc, rende nullo l’accertamento, senza le effettive ragioni d’urgenza, che non basta siano evidenziate nell’accertamento, ma devono effettivamente essere fondate e sussistenti. La violazione è applicabile anche ai tributi armonizzati e senza che sia necessaria la prova di resistenza. Il motivo d’urgenza non può  consistere nella scadenza del termine di decadenza dell’azione accertativa (deve…

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  • Omessa o tardiva convocazione all’udienza rende nulla sentenza della Commissione Tributaria
      L’omessa o tardiva  convocazione all’udienza rende nulla sentenza della Commissione Tributaria L’obbligo imposta dall’art. 31 del Dlgs 546/92 di inviare la convocazione 30 gg prima dell’udienza ha una funzione di garanzia, per il pieno esercizio del diritto alla difesa, l’omessa convocazione o la convocazione con meno di 30 gg prima dell’udienza rende nulla la sentenza, non osta l’aver presentato memorie difensive, né  tanto meno sussiste alcun onere di indicare in concreto quali argomentazioni…

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  • La svalutazione e la cessione del credito pro soluto trattamento contabile e fiscale
    Le perdite su crediti possono essere legittimamente dedotte, fino alla concorrenza dello 0,50 per cento del valore nominale dei crediti e comunque fino a un massimo del 5%. Quini per l’articolo Perdite presunte su crediti a Fondo rischi su crediti, il conto Perdite presunte su crediti non può  contenere un valore superiore allo 0,50% dei crediti e il Fondo rischi su crediti un valore superiore al 5% dei crediti. Con riferimento alle cessioni invece,…

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  • Sanzione avvocati gestione separata inps illeggittime
    Le sanzione comminate dall’Inps agli avvocati iscritti all’albo, ma non alla Cassa forense, sono illeggittime, perchè basate  su norme poco chiare oggetto di interpretazione autentica. Una norma poco chiara e che si presta a molteplici interpretazioni, non può essere salvata da una norma d’interpretazione autentica che infligge sanzioni. Si apre la battaglia per i rimborsi. Riferimenti normativi: Art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995 (c.d. riforma Dini), art. 18, comma 12, del dl…

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  • Giudizio di ottemperanza, non è necessaria l’intimazione ad adempiere
    Con la riforma del Dlgs 156/2016 a decorrere dal 10/06/2016 le sentenze che recano condanna alle spese di lite non necessitano di intimazione ad adempiere, l’ufficio ha l’obbligo trascorsi 90 gg dal deposito della sentenza a procedere al pagamento, la normativa è diversa per le spese liquidate a favore dell’ufficio che deve invece procedere all’iscrizione a ruolo. Dal 10/06/2016 l’unico rimedio per far eseguire le sentenze tributarie è il giudizio di ottemperanza, non essendo…

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  • Litisconsorzio necessario tra ente impositore e concessionario della riscossione
    Le diverse discipline tra processo tributario, previdenziale e delle sanzioni amministrative L.689/81 Non sussiste litisconsorzio necessario tra ente impositore e concessionario della riscossione limitatamente a imposte e tasse e sanzioni amministrative ex L.689/81 e il giudice non è tenuto a disporne l’inegrazione. L’art. 39 del Dlgs 112/99 non si applica ai contributi previdenziali per i quali sussiste una normativa speciale. Sussiste invece litisconsorzio necessario in materia di contributi previdenziali relativamente alla sussistenza di vizi…

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  • Sanzioni tributarie sproporzionate, il Giudice ha il potere di disapplicarle
    Sanzioni Tributarie sproporzionate, il giudice può disapplicare la norma in base al diritto europeo, rivoluzionaria sentenza della Corte di giustizia europea. La Corte di giustizia Ue causa C-205/20 dell’8 marzo 2022 ha ribadito, che le sanzioni sproporzionate già ritenute di carattere penale (si veda il ne bis in idem europeo sentenza Grande stevens) violano l’art. 49 del CdF che impone il principio della proporzionalità delle sanzioni, ma arriva a riconoscere il potere discrezionale del…

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  • Consiglio di amministrazione si evitano problemi con la delega o con il dissenso scritto
    Il consigliere di amministrazione è responsabile in solido per l’obbligo di vigilanza per qualsiasi materia (tributaria, ambientale), salvo che non ci sia una delega, resta a mio parere indispensabile il modello organizzativo 231. Onde evitare responsabilità è indispensabile che il membro del cda manifesti a verbale il proprio dissenso o faccia conferire la delega per specifiche funzioni a soggetti specifici. Riferimenti normativi: art. 2392 cc, d.lgs. 6/2003 Riferimenti giurisprudenziali: Cass. pen. 11087/2022 – Cass….

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  • Notifica inesistente se la pec non rientra nei registri ufficiali INIPEC
    Nessuna sanatoria per l’utilizzo di pec non rientranti nei registri ufficiali INIPEC L’agenzia entrate riscossione utilizza un indirizzo pec non rientrante nei registri ufficiali e lo stesso vale anche per l’agenzia delle entrate, per quest’ultima però il vizio è circoscritto agli avvisi bonari.  Riferimento normativo: Art. 3-bis, legge numero 53/94, Articolo 16-ter del decreto legge 179/2012  Riferimenti giurisprudenziali: Cassazione ordinanza 17346/2019  L’indirizzo Pec del notificante che  non proviene dagli elenchi pubblici, deve considerarsi inesistente….

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